How to get support in Italy

Cos’è un crimine d’odio e come si riconosce?

I crimini d’odio sono reati comuni ma con un’aggravante: sono motivati dall’ostilità verso il gruppo sociale a cui la persona appartiene. Quasi ogni reato può diventare un crimine d’odio: ciò che trasforma un’aggressione o una persecuzione in crimine d’odio è il fatto che la vittima venga ‘scelta’ sulla base della sua appartenenza (o presunta appartenenza) ad un certo ‘gruppo’: ad esempio se indossi un simbolo religioso, come il velo, la kippah, ecc., se hai il colore della pelle o tratti somatici diversi da quelli della maggioranza delle persone che ti circondano; se mostri atteggiamenti affettuosi verso persone del tuo stesso sesso. Spesso l’aggressore non conosce nemmeno la vittima, la violenza o l’aggressività non sono causate da quello che la persona ha fatto o ha detto ma dal suo aspetto fisico, dal suo abbigliamento o dalle sue abitudini, che lo identificano come appartenente a un certo gruppo. Quindi sono da considerarsi crimini d’odio tutte le aggressioni fisiche o verbali e o i danneggiamenti di proprietà o simboli, ad esempio luoghi di culto, in cui la causa della violenza o della persecuzione sono la religione, il colore della pelle, la nazionalità, l’appartenenza ad una minoranza, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o la disabilità.

Alcuni esempi

Violenza fisica: ti hanno aggredito/a fisicamente, spintonato, preso/a a pugni, calci, schiaffi, ti hanno lanciato oggetti o strappato simboli religiosi (es. il velo).
Violenza verbale: sei stato insultato/a, minacciato/a fisicamente, umiliato/a o deriso/a o aggredito/a verbalmente senza motivo.
Violenza psicologica: vieni criticato/a, umiliato/a, minacciato/a di essere licenziato dal datore di lavoro, chiamato/a con parole offensive sul lavoro, a scuola, in un ufficio pubblico, ecc.
Violenza contro la proprietà o simboli (luoghi di culto, cimiteri ecc.): la tua auto o la tua casa sono state danneggiate, hai trovato delle scritte insultanti sul muro di casa o tra la tua posta, hai trovato materiali pericolosi o dannosi nella tua cassetta delle lettere o davanti alla tua porta.
Persecuzione: ricevi telefonate e/o messaggi insultanti anche attraverso i social media, ricevi minacce ripetute,  subisci danni continui (anche di lieve entità) alle tua casa, auto ecc.

Ho subito un crimine d’odio … cosa posso fare?

Se hai subito una violenza, sei vittima di una persecuzione come quelle descritte o sei stato/a testimone di un episodio di violenza fisica o verbale, è molto importante segnalarlo agli organi appropriati. Se lo fai, è più probabile che chi l’ha commessa verrà indagato e punito e non avrà più la possibilità di ferire te o qualcun altro.
Sappi che la Polizia è obbligata a registrare ogni segnalazione di reato di cui è stata informata e a svolgere le necessarie indagini. Se hai dubbi se denunciare o meno, puoi parlare con i professionisti che lavorano nei centri di assistenza per le vittime prima di decidere, perché possono darti informazioni e consigli utili per prendere la tua decisione. Qualunque sia la decisione che prendi, hai sempre il diritto di avere supporto. Anche se decidi di non denunciare, puoi comunque rivolgerti a uno dei centri specializzati per l’assistenza alle vittime di reato, che forniscono servizi di supporto psicologico e legale anche in mancanza di una denuncia, oppure ad un’associazione che conosci e di cui ti fidi.

Se ti trovi in una situazione d’emergenza

Se ti trovi in una situazione di pericolo e hai bisogno di aiuto immediato, chiama la Polizia o i Carabinieri. I numeri di emergenza sono 112 e 113 e funzionano 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Ricordati di dare il tuo nome e numero di telefono e indicare dove ti trovi. Spiega brevemente cosa è successo, in modo tale che la persona che ti risponde possa valutare bene la situazione e decidere cosa fare. Una volta effettuata la chiamata, la Polizia o i Carabinieri hanno l’obbligo di intervenire immediatamente, valutare i rischi o i pericoli e prendere tutte le misure necessarie per tirarti fuori
dalla situazione e per proteggerti dalla violenza. Se hai bisogno di assistenza medica in seguito ad un atto violento, rivolgiti ad un pronto soccorso oppure, se non sei in grado di farlo da solo/a, chiama il 118. Informa l’operatore sanitario che ti assiste che le tue ferite sono il risultato di
un’aggressione violenta e ricorda che il rapporto medico è molto importante come prova di quel che è successo e per l’eventuale richiesta di risarcimento.

Se decidi di sporgere denuncia

Se sei stato/a vittima di un reato puoi decidere di sporgere denuncia. Ricordati che nei centri di supporto hai la possibilità di farti spiegare come fare denuncia e quali sono le conseguenze nel caso tu decida di farla. Se si è verificato un reato, la Polizia e i Carabinieri non possono rifiutarsi di accogliere la denuncia. In questa fase, non c’è bisogno di sapere chi è l’autore, la denuncia può anche essere presentata contro ignoti. Inoltre può essere fatta successivamente, anche dopo aver consultato un centro di assistenza o essere stato/a al pronto soccorso.

I servizi di assistenza per le vittime dei reati

I servizi di assistenza per le vittime dei reati sono dei servizi gratuiti in cui potrai trovare accoglienza e supporto. In fondo a questa pagina troverai la lista dei servizi nelle varie regioni italiane, in questo modo potrai localizzare quello più vicino a te.
Potrai rivolgerti in tutta sicurezza a questi servizi dove, in condizioni di massima riservatezza, troverai un aiuto qualificato e professionale per affrontare la tua situazione e un orientamento rispetto ai servizi sul tuo territorio. In particolare potranno offrirti:

  • Informazioni sui tuoi diritti
  • Orientamento ai servizi sul territorio
  • Accompagnamento all’eventuale percorso giudiziario
  • Sostegno psicologico
  • Consulenza legale
  • Consulenza medico-psichiatrica
  • Servizi di mediazione vittima-autore dell’aggressione

Scarica la guida ‘Reagire all’odio si può’ – ITALIANO

Consulta la lista dei servizi di assistenza per le vittime dei reati

Realizzato con il contributo di Regione Toscana (D.G.R. 464/17)